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Kategorie:
Geographie, Reiseführer , Recht, Politik
Jahr:
1937
¬Il¬ Monte Grappa : guida storico-turistica.- (Sui campi di battaglia ; 2)
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Seite 158 von 172
Autor: Touring Club Italiano / Touring Club Italiano
Ort: Milano
Verlag: Touring Club Italiano
Umfang: 123 S. : Ill., Kt.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Monte Grappa;s.Historische Stätte;s.Weltkrieg <1914-1918>;f.Führer
Signatur: II 213.265
Intern-ID: 350243
da Montagna. Dopo ripetute e brillantissime prove di eroismo, date combattendo sul Carso presso Gorizia e durante la ritirata al Tagliamento, rima nendo anche ferito, più tardi, mentre era intento a lavori di mina, causa uno scoppio accidentale, riportava ferite multiple e la perdita della vista, chiudendo così dolorosamente il ciclo dei suoi atti di valore e di devozione al dovere. (M. Grappa, i° luglio). Cappellano Militare Arcangeli don Pacifico, da Treja (Macerata), del 252 0 Regg. Fanteria. Eroica

Soldato Scianna Ciro, da Bagheria, Palermo), del IX Rep. d’Assalto. In aspro combattimento, sotto micidialissimo tiro e fra tragici corpo a corpo, portava lo stendardo del battaglione d’assalto alla te sta delle ondate, infiammando i compagni. Cadeva colpito in pieno petto sulla vetta raggiunta, dando al tricolore l’ultimo bacio e alla Patria l’ultimo pensiero col grido di : Viva Thalia! (Monte Asolone, 24 giugno). Sergente Bucchi Ennio, da Cascia (Perugia), del i° Reggimento Artiglieria

figura di sacerdote e di soldato, si slanciava alla testa dei più animosi insieme alla prima ondata d’assalto, giungendo primo sulla trincea nemica. Colpito mortalmente, rimaneva in piedi ad in cuorare i soldati. Trasportato a viva forza al posto di medicazione, sebbene morente, consolava gli altri feriti glorificando e benedicendo la fortuna delle nostre armi. (M. Grappa, 6 luglio). Capitano Viola Ettore, da Villafranca Lunigiana, del VI 0 Reparto d’Assalto. Comandante di una Compagnia di Arditi

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 322 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
Nel secolo duodecimo, la chiesa di San Michele fu ricostruita e ingrandita per servire da sa lone per le deliberazioni del Consiglio della citta, troppo alle strette nella chiesuola di Sant’Ales sandro. Verso la fine del secolo duodecimo, o al principio del decimoterzo, fu risolto di rifare intera mente San Michele e fabbricarvi una facciata clic superasse in bellezza ed eleganza quanto era stato fatto sino allora, sia che la prima fosse trovata troppo semplice, sia, ciò che h più proba bile

, che la chiesa fosse incompiuta c non esistessero se non le areale che girano attorno l’edificio. Ne fu dato incarico a Guidetto, l’architetto del duomo. S'ignora se la facciata di San Michele fu eseguita prima o dopo quella del duomo, ma è certo che l’ima non è superiore all’altra. Nella chiesa di San Michele si trattava di continuare con un carattere nuovo un lavoro giù incominciato. Il genio dell’ architetto era dunque vincolato da un progetto che non era il suo c doveri piegarsi a delle

esigenze di linee e di distribuzioni che impedivano il libero sviluppo dei suoi concetti ar tistici. Ciò si capisce dalla sconcordanza della facciata colle linee dello sviluppo organico delle na vate. A Guidetto mancò il tempo necessario per terminare la sua opera , c non fu clic alla fine del decimoquarto secolo (verso il 1399) che si intraprese il rialzamento del tetto. Colle solite in terruzioni succedettero altri tempi e altri stili, poi cominciarono le deturpazioni a titolo di ristami di chi non

capiva più quella heU’arte primitiva, alla quale l’architetto Panlini ritorna finalmente ripristinando la bellezza di questo gioiello dell’architettura italiana. L’ipmortanza architettonica di Lucca non consiste nelle sole due chiese principali di San Martino o duomo e di San Michele ; ma anche nei seguenti edifizii: Santa Maria fuori le Mura, San Frediano dal bellissimo campanile c dove si conserva una preziosa fonte battesimale scolpita antichissima, San Cristoforo, Sant’Ago- stino, San Giusto

cinte di mura. La città primitiva non era piu estesa di una terza parte della Lucca presente, e le mura fatte alzare dai Romani-sotto il consolato di Quinto Flaminio, e più tardi da Desiderio re dei Longobardi, erano costrutte con grandi massi di un cal care duro , e coronate di torri quadrate. Se ne trovano ancora qua e là delle traode nei fonda menti delle case moderne, vicino all’oratorio di Santa Maria della Rosa, per esempio. Verso la fine del duodecimo secolo, la necessità di difendere dai

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 785 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
Vecchio 328 Cortile di Palazzo Vecchio a Firenze 329 Palazzo Pitti 332 Fontana di Nettuno sulla piazza della Signoria. . 333 Loggia dei Lanzi 336 Or San Michele 337 Davanti la Loggia dei Lanzi 340 La nuova facciata del Duomo a Firenze 341 Duomo di Santa Maria del Fiore, prima della co struzione della facciata 343 Loggia del Mercato Nuovo 344 Coro (li Santa‘Maria Novella 345 Fontana del Cinghiale sul Mercato Nuovo. . . . 347 Cortile del Palazzo del Bargello o del Podesià . . 348 Via degli Strozzi 349

Ceppo, a Pistoja . . . 369 La Visitazione. - Bassorilievo d’Andrea Della Rob bia in terra cotta smaltata, a Pistoja 372 La Visitazione, - Medaglione. - Bassorilievo in terra cotta smaltata di Andrea Della Robbia all’Ospi tale del Ceppo. . . ' 373 Il Duomo di Lucca. 377 Acquedotto di Lucca 389 Chiesa San Michele, a Lucca 381 A San Frediano a Lucca 384 Ponte della Maddalena, a Borgo a Mozzano . , . 385 Contadino delle montagne di Lucca 388 Donna della campagna di Lucca 389 Buccino, vicino ai bagni

Osteria a Lugano Lago Maggiore con l’isola Bella o l’isola dei Pe- scatori Golfo di Pallanza 100 Rotonda d’Èrcole sull’isola Bella 197 Monte de’Cappuccini - - 199 Fontana nel Giardino Reale 200 Porta Palatina 201 Strada alla basilica di Superga 203 Moncalieri 201 Palazzo Madama 20.1 Palazzo del Talentino 200 L'Armeria reale di Torino 213 Fontana all’Acquasola 215 Porta vecchia della Lanterna 210 La sera sul molo 217 L’ora della confessione nel Duomo di San Lorenzo. 218 Porto di Genova 219 Sul

porto di Genova 221 Obelisco nella Villa Pallavicini, a Pcgli .... 222 Mercato sulla Piazza di Pescheria 223 Sulla Riviera ivi Scena sulla spiaggia 221 Pegli, nella riviera di Ponente 225 Presso Bordigliera 227 Bordighera 228 Spiaggia a Savona 229 Revoir presso San Remo . . 232 Snn Remo 233 Processione 235 Porto di Monaco 230 Villa presso Bordighera 237 Camera di contadino a Briga 339 Sulla strada di Leveuza, presso Briga 240 Monaco 841 Una via a Tenda . 243 Cortile del chiostro a Pesio . . 244

277 Perici, vicino alla Spezia 280 Veduta db Portovenere, presa dall’isola Palmaria . 281 Isola Palmaria nel golfo della Spezia 284 L’isola Palmaria e la Villa del marchese Pieri Nerli. ivi Spiaggia di Quinto 285 - Zezzano, nel golfo della Spezia ivi Siesta 287 Fontana delle Sirene, a Carrara 288 Cava di marmo presso Carrara 289 Giuoco delle bocce 292 Canossa . 293 La Piazza Maggiore con la fontana del Nettuno a Bologna 297 Le Torri Pendenti, a Bologna 301) PifFerrari 301 Tomba di Teodorico

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Kategorie:
Naturwissenschaften, Landwirtschaft, Hauswirtschaft , Wirtschaft
Jahr:
1899
Produzione e commercio del vino in Italia.- (Manuali Hoepli)
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Seite 186 von 325
Autor: Mondini, Salvatore / Salvatore Mondini
Ort: Milano
Verlag: Hoepli
Umfang: VII, 304 S.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; s.Weinbau<br>g.Italien ; s.Weinhandel
Signatur: I 108.717
Intern-ID: 249694
massima, San Michele, Turi, Conversano, Putigliano, Alberobello, Locoro tondo, Martina Franca, Castallana , Laterza, c Motlola. piantagione del vitigno Primitivo si è estesa anche ai territori di Brindisi, Squinzano, 8. Pietro Vcrnotico, Casarano, Alezio. . 0,. Tipo Cerasoli o Rosati . — Si 'producono' nelle zone % 3, .4, 5, 1!, '12.

180 ' Produzione e commercio del vino. 3. Tipo ' Brindisi-Lecce* — - Brindisi, San Vito dei .Normanni, Mesagne, San Pietro Vera oli co, Squinzano, Lecce, Campi Saìentina, Novoli, Mon- teroni, Copertinò, Sari Cesario. 4. Tipo Gallipoli, — Gallipoli, Al ozio. Para* bita, Casarano, Ugento, Tricasc, Maglie, Ma tino, Cutrofìano, 'Col le passo, Gala lina, Nardo, Maglie, Taurisano, Paviano. Categoria IL Vini da messo taglio. 5. Tipo Taranto. — Taranto, Pulsano, Lcpo- rano, Sava, Manduri a, Franca

villa, Oria, Massafra, Palagiano, 6. Tipo Tavoliere delle Paglie. — Foggia, Or tonova, Stornarella, Lucerà, Manfredonia. 7. Tipo Alte Colline e Montagne della Capi ta naia. a) Promontorio Garganico, San Giovanni Ro tondo, 8. Meandro Garganico. b ) Contrafforte Appenninico, Candela, Panni,' Dolicelo', Troja, Bovino, Ascoli Sa tri ano, Àlfoe- rona. Categoria III. Vini rossi diversi. 8. Tipo primitivo. — Gioia del Colle, Sanie- ramo, Cassano Murge, Acquaviva delle Fonti, Al ta mura, Minervino, Casa

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 55 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
CAPANNA NELLA VALLE DI BRENTA. DA VERONA ALLE MONTAGNE DEL VENETO. La grande via ferrata, ch’or mena da Trento a Venezia, a mo’d’una potentissima corrente lia trascinato a se tutto il commercio del Veneto. Laonde come dimenticati giacciono ora nella pro fonda solitudine i veneti monti coll’ orrida gola di Covolo , coi fiumi Brenta e Cordevole , colle odorose vallate di Vaistagna , Carpanfc , Val Lugana , luoghi mesti , i quali sembrano sbigottite fanciulle, dopo un rapido giorno d’amore. Ecco

la sopra erte balze quelle piccole città o terre dette i Sette Comuni. Quei montanari son come una guardia della Germania sul suolo italiano. Questa regione si estende dal Brenta all’Astico, fino a’monti di Marostica e di 8. Michele. Sono terre folte di boschi, ! quali nereggiando su pei monti danno alle piccole città un aspetto pittoresco e vario. Prima che le rapide ruote della ferrovia circolassero per mezzo a questi luoghi, era più fre quente il muovere de’viaggiatori su per queste balze rimote

. Per altro anch eggi l’uomo desideroso del bello e dell’artistico, sdegnando i disagi della via, trae a vedere questi luoghi, e specialmente il ger manico vi s’appressa con diletto, e tende l’orecchio per udire il linguaggio nativo, che vi si va len tamente spegnendo, e appena è se tu senti ora suonare in tedesco una canzone che la nonna cauta alla cuna del figlio di suo figlio. Ma prima di fare cammino super questo monte diamo un rapido sguardo alla storia di queste regioni divise con sì rilevate

traode da’confini del Trentino. Quasi tutte queste città e questi villaggi hanno una vecchia impronta , una severa fisonomia , che divenne quasi una ferrea necessità. L’orma infuocata dell’Unno, del Vandalo, del Goto è là, e l’orma del feroce invasore non si cancella mai, nè anche col sangue di mille vittime. - Di quivi trassero ! soldati radesti d’ Alarico che diceva: Dio mi spinge contro Roma; di quivi Attila con-

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 721 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
CAPRI, 861 borio. Giaechè quegli, clic ha preso pratica di Capri, ti sa indicare come i punti migliori dell’isola Damenita, Montieello, Timberino, Capodimonte, Palazzo a mare, Ajano, Castiglione, San Michele, Unghia marina, Tuoro grande e finalmente - il più bello di tutti - la roccia, su cui oggi s’alza la povera chiesetta di Santa Maria del Soccorso, elle è appunto il luogo ove già dispiegava le sue magnificenze la Villa, che Tiberio aveva intitolato a Giove. Essa giace verso oriente

, dirimpetto al grandioso Capo di Minerva; e se tu spingi lo sguardo di sopra alle rupi calcari, fra le quali fiorisce una intiera vegetazione di mirti, di rovi, di rosma rini , il tuo occhio impaurito scende fin giù a mille piedi di profondità e vede nel fondo agitarsi SCOGLI DI TIBERIO COLLA VILLA DI GIOVE, A CAPRI. tra le punte di una corona di scogli le onde spumanti del mare. Di qui si scorge come i flutti entrano dall’aperto mare in ampie ondate nel golfo, come si spezzano e si elevano biancheggianti

sulla parete rocciosa del Capo lì dirimpetto , come circondano romoreggiando I isola di Capri in una eterna alternativa di attacchi e di ritirate, che spesso è gioco piacevole, talvolta pare invece lotta feroce. A guisa di alcioni, che si allietano della burrasca e che pongono i loro nidi nelle aeree fessure degli scogli, ampie vele di navi movono rapidamente verso il porto di Napoli e verso quello di Castellamare, ovvero proseguono ili aito mare alla volta della Calabria ; anche i piro scafi

solcano le onde e distendono nell’ aria il lungo e melanconico velo del fumo , che esce dai loro camini ; vengono dall’Africa, dalla Sicilia e dalle coste di Francia. I viaggiatori figgono cu-

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1844
Viaggio da Desenzano a Trento
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Seite 81 von 134
Autor: Puecher-Passavalli, Ignazio / [Ignazio Puecher-Passavalli]
Ort: Milano
Verlag: Ubicini
Umfang: 117 S. : Ill.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Trentino ; f.Reisebericht
Signatur: II A-4.023
Intern-ID: 155169
l’unico ch’ella vanti, è la Chiesa parrocchiale: un ampio vaso ad una sola navata con volta ardita , ed elegante facciata: tiene assai dello stile palladiano. Tra le tele meritano essere menzionate un s. Michele del Brusasorzi nel primo altare a sinistra, un s. Bernardino con altri santi dell'^dme, ed una Maddalena d'ignoto autore. In sull'esterno delle case Marcabruni e Marchetti si veggono freschi di buon pennello. Nel territorio dì Arco havvi una cava di pietra molle, onde si lavorano dei

tubi che servono per condotti dell’acqua, un deposito dei quali trovasi pure in Trento. Così pure Chiarano e Massone, terre dell’Archese, danno delle cave di pietra statuaria: di questa si fa molto smercio nelle provinole lombardo venete. Le statue che fiancheggiano il ponte del Taro presso Parma sono della cava di Massone. Ilo nuovo albergo fu aperto in Arco, detto alla Corona. Il castello e la terra d’Àrco erano antichissimo fendo della chiesa trentina, da Carlo Magno in poi, che donò

, quanto può l’occhio, ne si presenta dinanzi : si dispiegano a foggia di anfiteatro le colline dell Archese, e la pianura del Sarca estendesi fino alle campagne di Trento. Il castel d’Arco vogliono alcuni sia d’origine romana; altri lo fanno dell’epoca di Teodorico. In sull’ incominciare del decimo'lavo secolo sostenne

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 743 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
, circondati -incidessi di ampi boschi, tra i quali sorgono alcuni paeselli alpini. La vista, clic s’apre a chi sì arrampica fin sulla cima del monte, ricorda quella del Monte Cavo, c non manca anche il romanzesco convento dedicato qui a San Michele. Costeggiando da Barletta la spiaggia sempre pianeggiante, s’arriva a Taranto, da dove lo sguardo abbraccia, in un solo giro la ora paludosa costiera, su cui s’alzavano già le più considerevoli città elleniche. Tutte codeste città, del pari che Toma o Temutimi

886 DAL ALPI ALL'liTKA. celebratissima. La citta giaceva in una posizione importante assai pei Romani, allo spartiacqua del Saimio, della Lucania e della Puglia c sulla grande strada fra il Sanino c Taranto, E quando i Romani nel 21*1 avanti Cristo mandarono nella città ventimila coloni, everso il 200 ne crebbero ancora il numero, Venosa divenne per i paesi circostanti e fin gin a mezzodì una vera e poderosa fortezza, clic li teneva in soggezione. Presso a lei s’alza il magnifico monte Vulture

colle sue due vette visibili di lontano, antico e non ancora affatto estinto vulcano, clic il bosco c una lussureggiante vegetazione hanno nel corso dei secoli riconquistato a se. E quello stesso Vulture di cui Orazio , narrando della sua fanciul lezza, elegantemente dice : Me fabulosa; Vulture in Apulo Allriris extra Vmcn Apuliae Ludo faligaiumqnc somno laonde nova pue.nm palumbc; Presso alle pendici del monte si dispiegano nel cratere di antichi vulcani i piccoli laghetti di Monti echio

il suo posto è occupato dal villaggio di Tolicoro, mezzo sprofondato nei padnli. A settentrione di Eraclea sorgeva la possente Metapontium edificata da Nestore, o, come altri affermano, dall’inventore del cavallo di Troja. I Lucani la distrussero; i Sibariti la rialzarono di nuovo c la cinsero di fortificazioni; i Romani se ne impadronirono nelle guerre contro Pirro. Essa passò poi ai Cartaginesi e scomparve, senza lasciar traccia di sè nella storia. Un pantano occupa oggi il suo posto. Poi giù verso

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 300 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
dalla quale fosse possibile presentarla facilmente e senza rischi all’adorazione del popolo, Questa tribuna si trova all’angolo destro della facciata che domina tutta la piazza. Fu dato l’incarico di costruirla al Donatello nel 1428 ed al suo scolaro Michele di Bartolommeo, più noto sotto il nome di Miehelozzo , lo stesso che lavorò col Donatello al sepolcro del papa Giovanni XXIII e vi scolpì quella figura della Fede che per esser vicina alle sculture del maestro non perde nulla della sua eleganza

sporgenti a grondaia hanno conservata intatta la fisonomia del secolo decimosesto. Ha per base una larga piat taforma di tre gradini. Non è che una riduzione delle chiese di Firenze, ma su queste ha la su periorità d’ avere una facciata compiuta monumentale dell’epoca della prima costruzione, a fascio alternate bianche e verdi, di strati di quel bel tufo calcare degli Apennini dai riflessi dorati, chia mato macigno, e di quella roccia d’eruzione (verde di Prato), detta serpentino, a causa delle tinte

pittore ha modellato delle figure più fine, ed ha trovato sotto le sue dita frementi delle espressioni più caste e più soavi. La facciata non ha che una sola porta , ma sul lato meridionale ne esistono due altre la cui ornamentazione originale prova l’antichità del monumento. Gli stipiti sono formati di pezzi di serpentino lavorati in modo da riservare in rilievo dei di segni geometrici, di reminiscenza orientale; par di vedere una cornice di porta di moschea. Vi sono state scavate delle forme

riempite poi di pezzi di calcare bianco duro che su quest’ornamen tazione fanno l’ufficio degli smalti vetrificati del Giappone. L’edificio risale ad un’ alta antichità. Dei documenti del 1048 e del 1051 ne fanno già men zione a proposito delle donazioni fatte a san Stefano, protettore della città. E circa a quest’epoca che risalgono le porte basse, la facciata, il lato o fianco del sud e i due terzi inferiori del campanile. Dal 1130 si conservava in questa cattedrale, e si conserva tuttavia come una

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 513 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
] intento di farne la propria tomba. Il basamento di esso Ini forma perfettamente quadrata e mi- suia 104 metri per lato; il corpo di mezzo di forma cilindrica ha un diametro di 73 metri ed è tutto composto di blocchi di travertino, che in origine erano rivestiti di marmo. Superiormente sor geva già un secondo cilindro minore e su questo una statua gigantesca di Adriano, o, come altri affermano , una pigna , precisamente quella che si conserva ancora nel giardino di egual nome ; 1 orlo del

in vera e propria fortezza, dalla quale potevasi facilmente dominare la città. Distrutta quasi per intiero dai Romani ai tempi di Rienzi, ricostruita dai papi, servi di rifugio a Clemente VII, durante 1' as sedio posto alla città dal Conestabile di Borbone (1527). D allora in poi divenne la cittadella di Roma e fu militarmente occupata. L’ angelo di bronzo, che ne occupa ora la cima, è lavoro del secolo scorso e fu posto in luogo di una statua di marmo più antica, la quale vi era stata messa

in memoria della visione di san Michele Arcangelo apparsa a san Gregorio Magno durante una pestilenza. L’interno, dopo tante rovine e ricostruzioni, non presenta più molte cose lodevoli; tut tavia si conserva ancora la camera mortuaria di Adriano, dalla quale venne però levato il man-

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 214 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
meravigliato, trovando clic il suo bastone era già un piccolo albero co perto, non dirò di fiori e di frutti, ma di ramoscelli e di foglie! Quest’alberctto, clic si è continuamente sviluppato dopo la sua involontaria piantagione, si può ancor vedere nella via San Michele, vicino al celebre bazar modello ove tutti i forestieri vanno a far compera di quanto loro può abbisognare. Il cedro e l’olio formano la ricchezza della popolazione di Montone, la pesca serve a provare quanto ostinatamente laborioso sia

il pescatore mentonese. L’origine del cedro a Mentono risale ad Adamo ed Èva secondo una leggenda : Quando i nostri primogenitori Adamo ed Èva, dopo la loro disobbedienza, furono scacciati dal paradiso perdettero proprio la testa e s’ allontanarono il più presto possibile , vergognati del loro fallo, contristati del castigo, senza pensare a prender nulla fra tutte le meraviglie di cui dovevano esser privati per sempre. Èva, meno pentita o meno afflitta di Adamo, mentre fuggiva , lanciava da ogni parte

sguardi d’invidia. Quando giunse presso la. porta d’ uscita , con un movimento rapido quanto il pensiero , colse un magnifico cedro che per caso si trovò molto vicino alla sua mano destra. Se si deve prestar fede alla leggenda , lo nascose nel suo grembiale. Ma portava (lessa veramente un grem biale ? Non credo. Non importa, essa non fu vista nò perquisita, ed appena passata la soglia del paradiso, esclamò : “ Questo frutto, Io darò al più bel paese che troverò sulla terra ! ,, Adamo ed Èva errarono

a lungo senza ohe qnest’ultima si fosse decisa a sbarazzarsi del cedro rubato al paradiso ! Giunsero alfine a Mùntone , ed alla vista di quella fortunata regione , prova rono un tal rapimento che Èva, nella sua estasi, lanciò senza esitare , sopra una terrazza vicina, il frutto divino. “ Va, diss’ella, cresci, prospera e moltiplica; fa di questi luoghi un paradiso, e facile i mor tali clic l’abiteranno vi ritrovino di generazione in generazione qualche cosa dei sapori e delle be nedizioni dell’Eden

! „ Il proverbio “ roba rubata non profitta „ non era ancora inventato. Il cedro del paradiso ha sì ben profittato clic il territorio di Montone ne raccoglie ora circa quaranta milioni all’anno. In Sicilia, il cedro non Im clic una stagione, la quale, principiata in settembre, finisce in marzo. Durante la primavera e l'estate non produce più, poicliò 1 caldo b troppo forte. A Montone, grazie all'eguaglianza ed alla dolcezza della temperatura , lo stesso albero porta in ogni tempo dei fiori c dei frutti

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 786 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
La Pescheria Vecchia. 567 Vecchia Bbrea nel Ghetto di Roma 568 L’isola Tiberina 569 San Pietro in Montone 57l Colonna Antonina 572 Chiesa di San Pietro veduta dalla Villa Doria Pamflli. 573 Il Tevere, tra l’Ospizio San Michele e PAventino. 575 Scalea del Campidoglio 576 Roma veduta da Villa Corsini 577 Tabularium e parte posteriore del Campidoglio ve duti dal Foro ' 579 La facciata di Santa Maria in Ara Cceli, presa dalia Piazza del Campidoglio 5SO Tempio delia Fortiina nel Foro . . . ..... . 581 Nella

Lampadario di bronzo che diede a Galileo la prima idea delle leggi del pendolo 390 Torre pendente a Pisa 35)7 Interno del Campo Sauto di Pisa -101 San Miniato ' . . 404 ’Empoli : Piazza e Chiesa della Collegiata .... 40,1 Empoli : veduta generale 40$ San Gimiguano 409 Porta San Giovanni ... 412 Rovino ilei Palazzo Ardingfielli, a San Gimignano. 410 Mura etnische di Volterra 410 Piazza della Giustizia, a Volterra 417 Porta dell'arco, a Volterra 420 Forte di Volterra 421 Vita publica a Siena 422

Abbazia di San Galgano, presso Ghuisdino . . . 424 Panorama del Duomo di Siena 421 La Cappella sulla Piazza del Campo a Siena. La Fonte Ga.ia Facciata del Duomo di Siena La cresima nel Duomo di Siena Siena. - Veduta della Piazza del Campo . . Lago Trasimeno o lago di Perugia Un oampagmiolo della Maremma ....... 435 Palazzo Bonsignori. a Siena 436 Fonte Frauda a Siena 438 Arco di Augusto a Perugia 440 L'interno di un sepolcro etrusco a Perugia . . . 441 Assisi 445 4‘ 42S 429 430 432 433 Partenza per

la montagna La via Flaminia.... San Marino Il Monte Titano . . . Duomo di Ancona . . . Orvieto Stemma della repubblica di San Marino . . . Ipogei etruschi di Castel d’Asso presso Viterbo Cascate di Terni 405 Tomba del prelato Fugger 408 Acquedotto dì Spoleto 400 Una casa a Viterbo 471 Fontana grande a Viterbo 472 Vendemmia nel Lazio 473 448 440 452 453 450 457 101 462 Foro Romano Lago di Verni . . Ariccia Santa Croce in Gerusalemme e acquedotto di Ne- 470 480 481 483 Porta Furba nella Campagna Romana 484

Fontana sotto gli olivi-a Tivoli 485 Civita Lavinia 487 Cascatene di Tivoli 488 Rovine degli acquedotti di Claudio, presso la strada di Albano 480 Rovine del Palatino 403 Arco di Doiabella e Porta dell’antico convento dei Trinitari Ragazza romana Oalidarinm delle Terme di Caracul la Piazza del Campidoglio Gli amanti 400 Porta ed acquedotti della via di San Lorenzo . . 500 Vecchi alberi nella Villa JPEste 501 403 404 496 407 Nella Villa Borghese . 503 Seggiola del Diavolo nella campagna Romana . . 501

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 275 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
eccellenza a codesto centro della vita politica c artistica del medio evo. Procedendo dalla Piazza por la frequentatissima Via Calza]itoli, o passando innanzi alla chiesa di Or San Michele, disegnata dall’Orcagna, sovra una più antica costruzione di Arnolfo, nelle nicchie

il vario pinto movimento della sottostante Piazza. Intorno alle statue, elle essa accoglie, si adunano i fan- ciulletti fiorentini - non monellacci mezzo nudi e sguaiati, come i Lazzaroni di Napoli, nè, come questi , gridatori di vuote ciancio, ma modestamente lieti, con vesti pulite e intesi ad ammirare l’opere eccelse dei padri loro. I capi d’arte, che tu trovi schierati nella Loggia, appartengono alle migliori creazioni dell'arte antica, del Rinascimento 0 de’tempi moderni. Nel mezzo il grandioso

. Benvenuto Cel imi pose qui il più grande, se non il più squisito dei suoi lavori, il Perseo, pure in bronzo, del quale tante cose egli racconta nella sua Vita. Non voglionsi infine dimenticare il Rutto delle Sa bine ed Ercole che uccide il Centauro , opere elegantissime di quel Gian Bologna, elle incontrammo aneli« a Bologna. Fu già accennato al Palazzo, che dà il nome alla Piazza, e che suol chiamarsi anche Palazzo Vecchio. Il primo dei due titoli gli venne da ciò clic in esso risiedeva la Signoria

, ossia i rettori della repubblica fiorentini], e. questa spenta, vi pose stanza Cosimo, primo duca di Toscana. La costruzione di questa mirabile opera d’arte medioevale rimonta al 1298 cd è dovuta, come si disse, ad Arnolfo di Cambio; ! mutamenti, che vi furono recati in epoche successive, si scorgono nelle facciate, senza che occorra accennarli. Tra le sale del Palazzo, quella dei Duecento e quella dei Cinquecento servirono già ad accogliere i rappresentanti della repubblica, quando Firenze aveva

scelto a suo re Desìi Cristo : nei tempi attuali fummo per sei anni sede del Parlamento italiano ; oggi non. vi si aduna più clic il Consiglio Comunale della città. Le pareti di cotcste e di altre sale minori sono dipinte a fresco da Vasari, da Luca Giordano, dal Ghirlandaio e da altri.; gli stucchi sono di Donatello. L’arte del resto ti si fa incontro qui da ogni parte e sotto ogni forma- arte squisita , che più spesso associa alle sue manifestazioni anche un ricordo storico e imprime perciò nuova

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Kategorie:
Geographie, Reiseführer
Jahr:
1890
Italia : viaggio pittoresco dall'Alpi all'Etna
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Seite 305 von 789
Autor: Stieler, Karl / di K. Stieler ; E. Paulus ; W. Kaden
Ort: Milano
Verlag: Treves
Umfang: 938 S. : zahlr. Ill.. - 4. ed.
Sprache: Italienisch
Schlagwort: g.Italien ; f.Reisebericht
Signatur: IV 68.484
Intern-ID: 218520
Le belle opere d’arte bisogna andarle a cercare fuori del duomo, cioè nell’altro chiese, olle sono numerose. San Bartolomeo in Pantano, così chiamata dalla sua posizione nella città bassa, vicino a una porta ora murata, è una delle più antiche chiese di Pistoia. Costrutta nel 722, fu dotata da certo Guidoaldo, medico del re longobardo Desiderio. La facciata incrostata di marmi e decorata di figure d’animali in rilievo, fu ristaurata nel 1167 da Eodolfino, che ha inciso il suo nome

, e si lascia a un’immensa distanza le forme pesanti e massiccio del famoso pulpito di Grop-, polo. Le colonne di marmo sono svelte ed i capitelli elegantissimi c abilmente lavorati da uno scalpello penetrante. I bassorilievi, se non colpiscono, soddisfano la vista colla distribuzione e la semplicità dei gruppi. Le mani sono studiate e di corretto disegno. Le figure mancano di carattere , meno una, nel bassorilievo in alto a sinistra, talmente improntata di individualismo da persuadere che è un ritratto

, quello dell’artista stesso o di qualche suo amico. Hello teste dei tre evangelisti che for mano il pilastro di sinistra, merita d’èsser molto osservata la purezza dei profili. Lo scultore ha firmato la sua opera: Guido da Como, 1250. Questo Comasco era uno scolaro o almeno uno dei primi imitatori di Nicola da Pisa. Egli stesso fece scuola , e visitando la chiesa di San Michele in Borgo, a Pisa, è facile convincersi che fra Guglielmo Pisano che vi scolpì il pulpito nel 1260, dovea essersi ispirato

direttamente a quello di Guido. Prima di lasciare San Bartolomeo, giova osservare il personaggio tanto naturale e così ben messo nell’ atto di reggere la colonna di mezzo del pulpito. Figura, costume , tutto indica che è preso dal vero ; quello è proprio un mercante col robouc di lana stretto da una cintola di cuoio e cogli stivaletti a pieghe, le brache di panno, i capelli tagliati in quadratura sulla fronte e la ca lotta rotonda sul capo. È questo un capriccio dell’artista, un simbolo o un’allusione

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Jahr:
1889
Italia Irredenta : paesi - storia - impressioni
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Seite 308 von 379
Autor: Chiesi, Gustavo / Gustavo Chiesi
Ort: Milano
Verlag: Aliprandi
Umfang: 374 S. : Ill.
Sprache: Italienisch
Signatur: III 79.502
Intern-ID: 333735
'cura, osservato d’inverno, è d’una profonda malinconia; ma anche nella migliore stagione quel • » ■* quadro, così uniformè, quasi senz’ombre e senza rumori, all’infuori del rauco mugolìo delle locomotive che col loro traino pesante salgono, ad Adelsberg verso il Semmering, o ne scen dono, non deve essere guari allegro. Infatti, nè a Divacca, nè fra i suoi dintorni, si veggono, come nella regione inferiore del Carso, da Sessana a Nabresina, case e ville signorili. Son tutte abitazioni rurali

: prova troppo evidente che il soggiorno di Divacca non attira da nessuna parte la folla dei vil leggianti. Fra i paesuccoli di questa 'plaga il migliore, il preferito, è sempre San Gali ziano, intorno til quale le piante arbo rescenti sono meno rare, ed a*'cui le sponde dell’alto Timavo (Reka) che nelle sue vicinanze scorre placido e limpido come un cristallo, prima di sprofondarsi improvvisamente nelle caverne sotter ranee del Carso, d,ànno un’attrattiva poe tica, tutta speciale. E un fiume curiosis

simo cotesto Timavd(per gli slavi Reka) che scendendo dal monte Nevoso, nel- l’Istria, entrando quasi nella Cafniola, scorre per ventotto chilometri in una profonda valle tagliata fra l’altipiano della Piuca a dritter e l’altipiano del Carso a sinistra, e che presso San Canziano si inabissa in una vasta grotta, alla base d’una parete alta cento sessanta metri. San Canziano sul Carso. Di quivi il Timavo — che prende il nome di medio — corre sotterra, cioè nelle viscere del Carso triestino per

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Jahr:
1889
Italia Irredenta : paesi - storia - impressioni
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Seite 361 von 379
Autor: Chiesi, Gustavo / Gustavo Chiesi
Ort: Milano
Verlag: Aliprandi
Umfang: 374 S. : Ill.
Sprache: Italienisch
Signatur: III 79.502
Intern-ID: 333735
Trieste e VIstria 357 * Carso — fra le quali ed il mare, dopo Nabresina, la strada serpeggia — le mura annerite e fan tasticamente disegnantesi sullo sfondo crepuscolare del cielo, del castello di Duino, presso la foce del Timavo. La profonda e rocciosa insenatura di Duino è la punta avanzata del golfo di Montefalcone; compreso appunto fra coteste propaggini del Carso e la bassura sconsolata, dove sono le rovine d’Aquileja e le lagune di Grado. E un punto sotto ogni rapporto interessante

combattono sulle sponde del Timavo quando muovono alla conquista del- * llstria: e la loro vittoria quivi è il preludio della ecatombe istriana di Nesazio e del re Ep'ulo. Tutta la poesia della regione passa su questo breve fiume; il mito, la leggenda, la storia, s’intrecciano al nome del Timavo — sacro agli Dei, com’eran loro sacre le annose foreste del Carso, dalle quali per inesplorati misteriosi meandri, egli scendeva nel mare — e lo avvolgono in un’atmosfera di misticismo singolare, che non

: e merita una breve sosta, non foss’altro che vedere le pittoresche foci del Timavo,-di questo fiume cantato da tutti i poeti dell’antichità, da Virgilio a Marziale: citato da tutti gli storici e dai geografi, da Strabone a Tito Livio, a Plinio, visitato da Giasone e dagli Argonauti fuggenti dalla Col- chide: sulle cui sponde, secondo Virgilio, rifugiarono primamente Antenore,e di fuggiaschi troiani, i quali diedero quivi una grande battaglia agli Euganei, allora padroni del territorio. I Romani pure

si spiega, ma si sente. Ai tempi di Roma le foci del limavo eran guardate da un castello, detto Pucinum: l’in vasione barbarica vi passò sopra’e lo atterrò in gran parte: il feudalismo se ne impossessò poi: ed una famiglia di nobili predoni, i conti di Tybein, per molto tempo da Duino taglieggiò sopra i mercatanti che dal mare transitavano per l’interno, e sulle popolazioni della Carsia. Poi anche questa famiglia passò, e Duino, conteso fra i patriarchi d’Aquileja ed i conti di

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Jahr:
1889
Italia Irredenta : paesi - storia - impressioni
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Seite 311 von 379
Autor: Chiesi, Gustavo / Gustavo Chiesi
Ort: Milano
Verlag: Aliprandi
Umfang: 374 S. : Ill.
Sprache: Italienisch
Signatur: III 79.502
Intern-ID: 333735
Trieste e lustriti 307 * * * Ma anche senza salire sull’altipiano del Carso i dintorni di Trieste offrono al forastiero occasione a dilettevoli escursioni. La passeggiata ad Optchina, per esempio, tiene il primo posto fra tutte. Vi si giunge in poco più di un’ora, per una strada deliziosissima, fra ville signorili, orti, giardini, boschetti. La spianata dell’obelisco, che è la vera meta di questa escursione, a cavalcioni, tra il versante di Trieste e l’altipiano del Carso, tocca i trecento

cinquanta metri d’altezza. 11 panorama di Trieste, che avete immediato sotto di voi, del golfo, dell’ampia distesa adriatica, del Litorale, della costa istriana, è in una -parola sola, meraviglioso. ( 1 ) Ben poche volte, e con sì lieve fatica, è dato ad occhio umano di abbracciare d’un sol tratto tanta immensità di spazio e varietà di cose. L’obelisco vi fu fatto erigere dall’imperatore Francesco I, a scopo di auto -reclame. Dall’obelisco, in mezz’ora di cammino circa, si giunge al paesello di Optchina

, sull’imbocco dell’altipiano: un paesello abitato esclusivamente da Cicci — famiglia speciale di romanci slavizzati, stabilitasi in una parte della Carsia, dalla valle di Dolina a sud-est di Trieste sin quasi alle falde del Monte Nevoso. Meno alta di quella di Optchina è la spianata del Ferdinandeo: meta ad altra interessante passeggiata nei dintorni immediati di Trieste. La spianata, presso la quale sorge il palazzo Ferdinandeo — dall’imperatore di questo nome — è a duecentotrenta metri d’altezza

: ed i Triestini la chiamano senz’altro, il Cacciatore. Vi si gode la vista del Monte Spaccato e del vallone di Muggia: è un panorama piuttosto ristretto., ma interessante. Il palazzo Ferdinandeo è un edifìcio moderno senza grandi qualità architettoniche, ma di complesso aggradevole. Il piano terreno è occupato da un 'grande caffè ristoratore, che nella buona stagione farà cer tamente ottimi affari: il rimanente dell’edifìcio c affittato per uso privato. Nelle vicinanze del Cacciatore, si trova, come tuffata

in un’ondata di verde, la magnifica villa Revoltella, di ventata, per eredità, proprietà del Comune; e per l’espressa volontà del testatore residenza estiva del podestà di Trieste — unico, credo, nella grande categoria dei sindaci, podestà, borgomastri,, magistrati cittadini, et similia., sparsi nell’universo mondo, che per il fatto della sua càrica, goda del privilegio d’una cosi confortante, principesca residenza estiva. Dalla punta di Sant’Andrea, oltre l’arsenale del Lloyd, seguitando per la strada

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